Da molto ormai la condizione sociale attuale impone la nefanda convinzione per cui quella esistente sia l’unica soluzione di organizzazione possibile. L’idea dell’alternativa appare sempre più come caratteristica mentale di sognatori o visionari, che camminano in giardini fioriti troppo lontani dalla realtà effettiva delle cose. Certamente per la sicurezza delle proprietà (materiali e intellettuali) dei singoli è essenziale che si possa dare dell’utopista a chi si muove nel tentativo del cambiamento, e nel mondo della produzione e del mercato è essenziale far lievitare questa visione del mondo per avere via libera a tutte le speculazioni previste ed occasionali. A fronte di tanti studi critici sul funzionamento sociale e a fronte, soprattutto, di tanti governi di sinistra in Europa, sta passando una rappresentazione sociale del modo di essere in comunità, oggi comunità mondo, di un solo tipo: spengleriana. La società è cioè un organismo unico e le manifestazioni che la rendono viva, vale a dire quelle artistiche, scientifiche, filosofiche, ecc., non hanno nessun significato al di fuori di essa e sono necessarie solamente al suo mantenimento costante nel tempo. Non esiste nessuna possibilità di scelta e nessun cambiamento di fronte al destino che la anima. L’uomo allora deve possedere l’abilità e la sottomissione necessarie, una volta riconosciuto quale effettivamente sia il destino della società in cui egli si dibatte, a seguirne la direzione e godere del successo eventuale che questa pratica può consegnargli. “Non abbiamo la libertà di realizzare questo o quello, ma la libertà di fare ciò che è necessario o nulla; ed un compito che la necessità della storia ha posto verrà risolto con il singolo o contro di esso.”i, ora, ciò che è necessario è ciò che è dettato dal destino dell’organismo sociale.
Questa idea sembra essere l’idea dominante oggi.
(continua…)
iSpengler, ‘Il Tramonto dell’Occidente. Abbozzo di una Morfologia della storia del Mondo’.